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Il Mediterraneo era il mio regno: Memorie di un aristocratico siciliano Francesco Alliata

Il Mediterraneo era il mio regno: Memorie di un aristocratico siciliano

Francesco Alliata

Published July 27th 2015
ISBN :
Kindle Edition
288 pages
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 About the Book 

A Palermo, nel maestoso palazzo Villafranca dov’è conservata la Crocifissione di Van Dyck, è natoe cresciuto l’ultimo superstite della nobiltà siciliana: il suo nome è Francesco Alliatae, a novantacinqueanni, è «più vivo e più forte che pria», comeMoreA Palermo, nel maestoso palazzo Villafranca dov’è conservata la Crocifissione di Van Dyck, è natoe cresciuto l’ultimo superstite della nobiltà siciliana: il suo nome è Francesco Alliatae, a novantacinqueanni, è «più vivo e più forte che pria», come avrebbe detto Petrolini.La sua storia non ha niente a che vedere con gli eccessi sfarzosi dei Savoia o con l’ossessione dei Colonnanei confronti della religione. Sin da giovane, Francesco non è tipo dedito alle neghittosità e allo «sperpero di patrimoniin futili attività» che Tomasi di Lampedusa descriveva nel Gattopardo. Vuole prima costruirsi, sulle orme di una madreformidabile, «una solida cultura e una ancor più solida educazione» e poi usarle entrambe per rendere produttive le proprie passioni.Solo così onorerà il motto di famiglia: «Bisogna essere principi, piuttosto che apparirlo».È ancora un bambino quando si imbarca nella sua prima impresa «ciclopica»: correggere 7500 pagine di bozze dell’opera fondamentaledel nonno – Storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia – che lo trasformeranno nell’«amanuense a macchina» di famiglia. A undici anniha una stanza tutta sua per muoversi autonomamente tra gli archivi del palazzo. A tredici si appassiona di storia antica, incuriosito dai raccontidel secondo marito della madre, il direttore del Museo Archeologico di Palermo, Ettore Gabrici. Ma al ginnasio Francesco scoprirà di essere«nato con la pellicola cinematografica attorcigliata al collo», un talento che lo accompagnerà per il resto della vita.Con la visione di Ombre rosse di John Ford e dei capolavori di Charlie Chaplin, il principe avverte la necessità di osservare la realtà da vicinoper poi, una volta compresa, tentare di riprodurla. Ecco perché, chiamato a servire la patria, fa richiesta allo Stato Maggiore del Regio Esercitodi poter creare un Fotocinereparto per documentare le fasi della guerra. Sarà lui ad essere inviato a Palermo a fotografare i bombardamenti delle«fortezze volanti americane». Finita la guerra, si dedica all’esplorazione del mare o, meglio, dei suoi segreti. Ed ecco i documentari girati nelleisole Eolie – le prime riprese subacquee al mondo – e la fondazione nel 1946 della Panaria Film: la casa cinematografica che produrrà, tanto percitarne alcuni, La carrozza d’oro di Jean Renoir e Vulcano con Anna Magnani. Fino al giorno in cui, spiazzando tutti ancora una volta, decide diabbandonare il cinema per buttarsi nella produzione dei sorbetti e delle granite tradizionali, con lo storico marchio di famiglia, Duca di Salaparuta.Ma questo non è solo un viaggio unico, incomparabile, in compagnia dell’ultimo grande aristocratico del Novecento. È anche l’avvincente cronacadi anni di battaglie da lui condotte in prima persona quale “prigioniero politico della burocrazia” contro le forze più oscure che, dallo sbarco alleatoin poi, hanno soffocato ogni slancio imprenditoriale e culturale in Sicilia, cuore strategico del Mediterraneo.«Ero convinto che la Sicilia fosse la terra delle potenzialità inesplorate e che il mio compito,la mia vocazione, il mio destino fossero di farle emergere».